The Biggest Fleet 2027
CONCLUSIONE 05 3 dicembre 2025 · FieldBots Research

L’ascesa dell’Asia

Da FamilyMart alla metropolitana di Shenzhen fino ai dispiegamenti nazionali negli aeroporti indiani, l’Asia è ormai presente in quasi tutti i segmenti, con un grande potenziale di crescita nel mercato dei robot per la pulizia.

L’ascesa dell’Asia
19

verified fleets across the region

1,807

combined Asian Radar Score

≈2×

Asia’s footprint versus 2024

L’edizione 2025 della classifica Biggest Fleet mostra come l’Asia sia salita sul palcoscenico mondiale della robotica per la pulizia. Con 19 flotte verificate e un Radar Score totale di 1.807 (296 robot e 327 microbot), la regione ha quasi raddoppiato la propria presenza rispetto al 2024. Sebbene il Nord America domini ancora in cifre assolute, l’Asia copre ora una dispersione geografica molto più ampia e rivela casi d’uso estremamente diversi, dai negozi di prossimità in Giappone agli aeroporti in India.

Lacune nei dati e potenziale di crescita

È importante sottolineare che i numeri dell’Asia in classifica restano un quadro conservativo. Ricercare flotte dall’esterno della regione è difficile: barriere linguistiche, reporting frammentato e trasparenza disomogenea degli OEM limitano ciò che è stato possibile verificare. Si sa che esistono diverse grandi flotte giapponesi, cinesi e coreane, ma non sono state incluse perché i dati non hanno potuto essere confermati. Ciò significa che l’apparente raddoppio dell’impronta asiatica nel 2025 probabilmente sottostima la crescita reale, e che le flotte entrate sono a loro volta pronte a espandersi.

Cina: ricca di robot ma difficile da tracciare

La Cina rappresenta 375 di Radar Score, costruito quasi interamente su 75 robot di maggiori dimensioni. La preferenza per macchine di grande portata in metropolitane, centri commerciali e contesti industriali riflette la scala della Cina e le sue priorità infrastrutturali. Allo stesso tempo, la Cina resta un mercato difficile da cogliere appieno: si sospetta l’esistenza di diverse flotte di dimensioni considerevoli, ma non sono verificate, a sottolineare come l’opacità dei dati continui a distorcere il quadro rispetto a Nord America o Europa.

India e Vietnam: i primi entranti

L’India debutta in classifica con Peppermint Robotics, ora attiva in tre grandi aeroporti — Mumbai, Thiruvananthapuram e Ahmedabad — con un totale di 9 robot (Radar Score 45). Anche il Vietnam entra con una flotta più piccola di 5 robot (Radar Score 25). Per quanto modesti nella scala, questi dispiegamenti contano: dimostrano che la robotica per la pulizia arriva anche in mercati con costi del lavoro più bassi e che l’India, in particolare, non è solo un adottante ma anche un fornitore di tecnologia propria.

Giappone: una cultura dei microbot

Il Giappone guida la regione con un Radar Score di 795, trainato in modo schiacciante dalla flotta di 300 microbot di FamilyMart — il più grande dispiegamento in negozi di prossimità al di fuori del Nord America. L’affinità del paese per l’automazione compatta non è casuale. Con layout commerciali densi, elevate aspettative di pulizia da parte dei clienti e un’apertura culturale verso le soluzioni miniaturizzate, i microbot hanno trovato in Giappone il loro radicamento più naturale.

Singapore: il settore pubblico come motore di crescita

Singapore contribuisce con 507 di Radar Score con 96 robot e 27 microbot, concentrati nell’infrastruttura pubblica e nell’istruzione. Le flotte presso SMRT, università e hotel riflettono non solo la maturità del mercato, ma anche un sostegno governativo deliberato. I programmi del National Robotics Programme hanno spinto l’automazione nelle strutture pubbliche, rendendo Singapore uno degli esempi più chiari al mondo di come la politica possa accelerare l’adozione.

Contrasti regionali e prospettive

Le flotte asiatiche rivelano una netta divisione: il Giappone si concentra sui microbot, mentre Singapore, Cina e India scalano robot più grandi. Questo contrasto rispecchia le differenze regionali negli ambienti costruiti, nelle aspettative dei clienti e nel sostegno normativo. Oltre a quanto già elencato, è probabile che nel 2026 emergano ulteriori flotte da Thailandia, Hong Kong e Taiwan, poiché il neonominato ambasciatore di Biggest Fleet contribuirà a individuare e verificare i dispiegamenti. Nel complesso, la regione è entrata in una fase di rapido potenziale di crescita, con attori consolidati nel retail e nell’infrastruttura pubblica e pionieri che aprono la strada nei mercati emergenti.

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